BATTAGLIA E FACCHINETTI FERMAMENTE CONTRARI ALL’IPOTESI DI ABBANDONARE
Il batterista-manager D’Orazio lascia: niente scioglimento, sarà rimpiazzato
Ha chiesto una forte buonuscita: l’accordo è stato raggiunto dopo estenuanti e litigiose trattative
MILANO - Stefano D’Ora zio, batterista dei Pooh dal 1971, quando sostituì Valerio Negrini deciso ad abbandona re la scena per essere solo auto re (il 5˚Pooh dietro le quinte), lascia la storica formazione. E sarà sostituito. Gli altri tre Po oh infatti non vo gliono sentir parla re di scioglimento. La notizia circolava da parecchio tem po. Ora è ufficiale.
LA STORIA - Comunque, se ne saprà di più doma ni, nella conferenza stampa durante la quale sarà presenta to l’album di addio dell’attuale forma zione (uscirà l’8 maggio). La crisi era in atto da tempo. Nell’ultimo anno e mezzo era andata crescendo la tensione fra Stefano D’Orazio, che è an che responsabile della parte fi nanziaria e manageriale del complesso, e gli altri tre. D’Ora zio (che a Natale aveva manda to sibillini auguri individuali annunciando un 2009 di «gran di cambiamenti») non si è mai sposato e non ha figli. Ai com pagni rinfacciava di aver sem pre avuto sulle sue spalle la complessa macchina organizza tiva dei Pooh. Insomma a lui il ruolo faticoso della locomoti va. Il gruppo ha una sede pro pria alla periferia sud di Mila no con uffici, sale di registra zione, capannoni e molti dipen denti fissi, dove vengono alle stiti i faraonici spettacoli che li hanno resi famosi. Così, quan do D’Orazio ha deciso di abban donare, ha chiesto una grossa buona uscita. L’accordo, dopo estenuanti e litigiose trattative, è stato raggiunto. Ad aggravare le tensioni, l’ul timo progetto discografico nel quale la band propone una se rie di successi di altri comples si. Il disco, prodotto con gran de cura e molto reclamizzato, è andato bene. Non così il tour: i fans non si sono mostrati disposti ad ascoltare dal vivo i Po oh con canzoni diverse da quel le del loro repertorio.
I SINGOLI E IL GRUPPO - I singoli Pooh poi, negli ulti mi tempi, hanno speso molte energie in progetti individuali. Stefano D’Orazio ha lanciato nelle scorse settimane la can tante Silvia Di Stefano, corista dei Pooh, figlia della cantante Lena Biolcati (che ebbe una breve stagione di popolarità qualche decennio fa), attuale compagna del batterista. Dodi Battaglia si è dedicato anima e corpo alla produzione di una nuova cantante di nome Corinne. Red Canzian ha mes so in gioco la sua faccia a Sanre mo per lanciare la figlia Chiara nata dal suo precedente matri monio con la cantante Delia Gualtiero. Mentre Roby Facchi netti ha aiutato a spada tratta il figlio Francesco, che, dopo l’esperienza sanremese, si è tro vato a mietere successi come presentatore televisivo. La decisione dei Pooh arriva dopo quasi un anno di consul tazioni. Una prima ipotesi di scioglimento con cessione in toto dei diritti alla loro attuale casa discografica, la Warner, che li ha ereditati dalla vecchia Cgd della famiglia Sugar, si sa rebbe scontrata su un’offerta economica inferiore alle aspettative. Lo scioglimento poi tro va la ferma opposizione di Do di Battaglia e Roby Facchinetti poco disposti a rinunciare al piacere delle esibizioni dal vi vo. Roby Facchinetti, Dodi Batta glia, Red Canzian (rispettiva mente tastierista, chitarrista e bassista) liquideranno dunque il batterista-manager e prose guiranno con tanto di tour esti vo ancora con D’Orazio. Poi ar riverà un nuovo batterista. Da un punto di vista tecni co- musicale la cosa non do vrebbe creare problemi. Insostituibile, nei Pooh, è solo il nu cleo Facchinetti-Negrini, sia per la capacità di scrittura di mostrata nei decenni («Tanta voglia di lei», «Pensiero», «Uo mini soli») sia per la particola rissima timbrica di Facchinetti. Sostituire invece il ministro delle finanze Stefano D’Orazio non sarà semplice.
Mario Luzzatto Fegiz
Nessun commento:
Posta un commento