lunedì 29 giugno 2009

Donne in disaccordo sull’uomo attraente

UNA RICERCA SVELA CHE LE PREFERENZE SESSUALI SONO PIÙ ETEROGENEE PER IL GENTIL SESSO


I maschi concordano sui canoni di bellezza e seduzione, mentre le femmine hanno spesso opinioni opposte

MILANO – Tra donne e uomini, le "cavie" erano in tutto 4mila, di età tra i 18 e i 70 anni. A loro è stato chiesto di analizzare una serie di fotografie di ragazzi e ragazze, giovani e molto seducenti: modelli, attori, ghenghisti ma anche persone della porta accanto tipi con orecchie grosse e senza dita delle mani, di diverse fattezze fisiche e con espressioni cangianti. Il risultato è stato unanime: se gli uomini sono tutti concordi nel dire quali sono le foto più seducenti e le persone che più eccitano la loro fantasia, le donne invece tendono a litigare tra loro e a dare pareri anche diametralmente opposti su una stessa fotografia.

LO STUDIO – La ricerca è stata condotta da un gruppo di psicologi della Wake Forest University, nel North Carolina e ora pubblicata sul Journal of Personality and Social Psychology. Il primo risultato su cui gli studiosi si sono soffermati è la dimostrazione di uno stereotipo infallibile: agli uomini piacciono le donne longilinee, con fisici armoniosi, una bellezza da copertina, praticamente impossibile per la maggioranza delle donne comuni. Per questo motivo, sostiene il team di ricerca, spesso molte donne soffrono di disturbi alimentari per inseguire un modello fisico dettato da giornali e servizi tv. Ma non basta: al crescere dell’età, l’uomo oltre alla bellezza oggettiva ricerca anche la sicurezza nello sguardo della donna. Ecco perché i senior intervistati hanno prediletto, oltre al fisico statuario, anche le donne più solari e sorridenti.

DONNE DIVERSE – Differente è la situazione per il gruppo di donne oggetto dello studio. Per loro le differenze nei gusti sono spesso sostanziali, tanto che, anche all’interno di un focus group, le signore finivano per discutere sui fisici dei modelli, e si dividevano tra chi li riteneva bellissimi e chi invece sosteneva che la bellezza, in certi casi, fosse una caratteristica oggettivamente molto lontana. Gli psicologi aggiungono anche che il solo tratto fisico prediletto dalle donne è la magrezza rispetto ai corpi più robusti e fuori forma, ma più per una questione di armonia dell’immagine nel suo complesso che non di vera e propria attrazione sessuale.

Eva Perasso

venerdì 19 giugno 2009

Cancion la mano de dios

Cancion la mano de dios de rodrigo en concierto. Homenaje a maradona

VITA DI COPPIA


A cena con una collega
Il giudice: è infedeltà

Il giudice, anche se non c'era la prova dell'infedeltà, ha valutato complessivamente il comportamento del coniuge

Il corridoio della nona sezione civile «separazioni e divorzi» del tribunale di Milano (Fotogramma)
Il corridoio della nona sezione civile «separazioni e divorzi» del tribunale di Milano (Fotogramma)
Un vecchio proverbio spagnolo dice «la buona fede non è mutevole». E lo dice anche il tribunale di Treviso che ha addebitato la separazione a un marito che aveva taciuto alla moglie la sua amicizia con una compagna di lavoro. Amicizia, che si traduceva in una frequentazione fuori dagli schemi: qualche vacanza, qualche cena tête-à-tête, insomma qualche apparente e ripetuta evasione dalle regole.

«E’ solo amicizia trasformata nell’immaginazione e nella fantasia di mia moglie» aveva spiegato il marito al giudice. Una precisazione inutile la sua perché, secondo il magistrato, che ha condannato l’ex marito a pagare l’assegno di mantenimento di 750 euro, l’uomo, viaggiando con un’altra donna ha comunque violato l’obbligo di fedeltà, così come previsto dal contratto di matrimonio. In pratica il tribunale ha detto che, se anche la prova dell’adulterio non c’era nella sua interezza, tutto il comportamento del coniuge valutato nella successione degli episodi costituiva una evidente violazione della fiducia nei confronti della moglie.

Da qui la pronuncia dell’addebito e la condanna al pagamento dell’assegno di mantenimento in favore della signora. La legge infatti non elenca più, come una volta quando si parlava di separazione per «colpa», le ipotesi specifiche di violazione di doveri (adulterio, eccessi, volontario abbandono) ma si limita a dare una indicazione senza confini. Ora la separazione viene addebitata al coniuge che genericamente viola i doveri che derivano dal matrimonio; e il tribunale di Treviso ha ritenuto che la lesione della fiducia, anche se non consistente in un vero e proprio adulterio, realizzasse una ipotesi di «addebito». Insomma verrebbe da concludere, quasi scherzosamente, il nostro marito con le sue menzogne, forse innocenti, è stato punito allo stesso modo di chi avesse realizzato un vero e proprio adulterio. Anche nei peccati, forse, vale la pena di andare fino in fondo?

Cesare Rimini

Fatti non Parole